La gestione della chimica dell'acqua nelle torri di raffreddamento e nelle caldaie è un equilibrio tra la prevenzione delle incrostazioni e l'evitamento della corrosione. Per queste applicazioni, l'intervallo di conducibilità da 5 a 2000μS/cm o da 0 a 10 mS/cm è tipicamente il più efficace. Questi intervalli consentono agli operatori di monitorare la concentrazione di minerali disciolti; quando l'acqua evapora, i TDS aumentano e la conducibilità aumenta. Utilizzando un controllore a canale singolo per monitorare questi livelli, il sistema può attivare automaticamente le valvole di "spurgo" per rilasciare l'acqua concentrata e sostituirla con acqua di reintegro fresca, prevenendo così l'accumulo di minerali sulle superfici dello scambiatore di calore.
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Nei sistemi di caldaie ad alta pressione, il sensore deve anche essere in grado di resistere a sollecitazioni meccaniche significative, richiedendo una pressione nominale fino a 17 bar. Il materiale dell'alloggiamento, come l'acciaio inossidabile o PSS, deve essere scelto in base agli additivi chimici utilizzati per il trattamento dell'acqua. Inoltre, poiché l'acqua della caldaia è spesso estremamente calda, è necessaria una sonda in grado di misurare fino a 135°C. Visualizzando la resistività, la salinità e la temperatura oltre alla conducibilità, il controllore fornisce una panoramica completa del potenziale corrosivo dell'acqua. Questo monitoraggio proattivo prolunga la durata delle costose apparecchiature industriali e migliora l'efficienza energetica garantendo un trasferimento di calore ottimale.
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